9.2.12

ULTIMO POST SU BLOGSPOT

Il mio blog su blogspot sta per andare in pensione. Per questo motivo non è più molto aggiornato. A breve uscirà il mio nuovissimissimo blog su wordpress con molte novità e chicche varie. Avrà anche un titolo invece del solito nome e cognome, che vi svelerò a suo tempo. La scelta è stata dettata dall'esigenza di rivedere tutta la parte di comunicazione legata alla mia prossima uscita. Vorrei fare le cose per bene e questo è il momento di muoversi, di fare sul serio. Quindi vi chiedo solo di pazientare. A presto! Paolo

11.11.11

SUI GENERIS OUT NOW

Oggi è uscito il numero 5 della rivista semestrale IN PENSIERO. Una rivista da vedere, ascoltare, da vivere con tutti i sensi.
Arte, architettura, musica, fumetto.
Potrete anche sfogliarla in bassa qualità online qui.

Perché vi parlo di questa rivista?
Semplice, perché su questo numero ci sono anche io,con una storia breve dal titolo SUI GENERIS.

Ecco l'introduzione dei redattori della rivista:

"Il Fumetto di Paolo Castaldi più che raccontare una storia disegna un’allegoria, seppure non immediata, delle relazioni che legano le persone tra loro attraverso le dinamiche elementari della violenza, e dei suoi corollari della paura e dell’affermazione. Allegoria che acquista notevole forza e eloquenza in virtù del particolare connubio che si crea tra la presenza ingombrante del disegno e una quasi assenza di parola, di logos, dove il tratto potente della composizione evoca un dialogo e insieme un conflitto con la laconicità del testo-pensiero che necessariamente lo accompagna. Disegno e testo, in questo modo, non sono uno funzione dell’altro, come sempre più spesso capita nel fumetto contemporaneo, ma entrano in attrito, tirano verso luoghi diversi l’attenzione del lettore amplificandone al massimo la disponibilità d’ascolto. È così che il racconto nato dalla complessa interazione tra questi due linguaggi, che entrando in conflitto rievocano il conflitto di violenza che lega tra loro le persone, finisce per raccontare, del nostro presente, la parte che ognuno di noi è chiamato a interpretare."

Mica pizza e fichi.

Qui sotto le prime tre tavole in anteprima:




7.10.11

AUTORE RIVELAZIONE DELL'ANNO

E' passato già qualche giorno, ma non potevo esimermi dal ricordare che il 25 Settembre al Treviso ComicBook Festival ho ricevuto il premio Autore Rivelazione dell'Anno (assieme a Massimiliano Bergamo) per le pubblicazioni di NUVOLE RAPIDE di Edizioni Voilier ed ETENESH di BeccoGiallo.

Qualche link che riporta la notizia:

Fumetto d'Autore

Becco Giallo


Cià
P.

22.9.11

BARBARI

Lampedusa nelle ultime ore è descritta dalle più importanti testate nazionali, come un paese in guerra.

Un gruppo di ingrati tunisini sta mettendo a ferro e a fuoco l'intera isola, commettendo atti di violenza contro forze dell'ordine e contro la popolazione, che reagisce.
Ecco questo dicono i giornali nazionali e i tiggi.

Non sono un giornalista, non sono a Lampedusa, quindi non vi posso dare una mia versione credibile sui fatti.

Vi invito però a leggere qualche link in rete, dal quale potrete capire meglio e più in profondità cosa sta accadendo sull'isola.

Buona lettura a tutti.

Lampedusa, scontri tra isolani e migranti - Peacereporter.

Politiche criminali dietro le violenze a Lampedusa - Emergency.

Sfruttamento dell'esasperazione - Peacereporter.


Riporto inoltre le dichiarazioni di Franco Maccari, segretario generale del COISP, sindacato di polizia, che hanno risvolti interessanti e non del tutto scontati:

"Il dramma che si sta consumando in queste ore a Lampedusa, con lo scoppio di una vera e propria guerra che sta gettando nel terrore i cittadini dell’isola, è l’ennesima prova dell’incapacità del Governo di affrontare in maniera seria ed efficace il problema dell’immigrazione''. Lo afferma Franco Maccari, segretario generale del Coisp, il sindacato indipendente di polizia.
''L’immobilismo, la negligenza, l’improvvisazione, la superficialità con cui si tratta il problema della permanenza degli immigrati nei centri di accoglienza – prosegue Maccari – assume caratteri delittuosi. Fa troppo comodo, forse, mantenere una costante situazione di emergenza dietro la quale si nasconde un business dai fatturati stratosferici.''

A presto.

Paolo

19.9.11

I CHILOMETRI CHE MANCANO.

Vi segnalo con piacere una bella intervista è stata realizzata da LoSpazioBianco, un portale sul mondo della nona arte, sempre molto sul pezzo, di qualità e attento alle novità.

Si parla di Etenesh e non solo...

Eccola.

Ciao a tutti!

5.9.11

EMERGENCY, BECCOGIALLO E SEI TAVOLE.


Ancora una volta ho avuto l'onore di essere "ospitato" sul mensile E di Emergency, nello spazio dedicato agli autori BeccoGiallo.
E non con sei tavole di un fumetto già edito, come fu per Etenesh qualche mese fa, ma con una storia breve, inedita, nata dalla mia esperienza al carcere San Vittore di Milano.

Colpiti dal post pubblicato sul mio blog per l'occasione, mi hanno chiesto di realizzare una storia breve riadattando il testo del post stesso e realizzando ad hoc delle illustrazioni. Ne sono venute fuori sei tavole di fumetto vere e proprie che potrete leggere a brevissimo sul nuovo numero della rivista, in tutte le edicole a Settembre.

Qui sotto la copertina!




Ultima curiosità legata al mensile di Emergency: Il blog dedicato ai lettori! Fateci un giro!

A presto!

P.

24.8.11

POMODORI IN FILA




Son tornato oggi dalle ferie.

Questa volta giuro che è diverso. Non ho lasciato terreno fertile a stupidi pensieri post-adolescenziali da vacanza finita. Me lo sono ripromesso. E non è stato difficile. Certo tornare mi spiace. La Sicilia è una terra che non si dimentica facilmente.
La Sicilia è la terra di mio nonno, un po' anche terra mia.
Tutto bene quindi. Scendo dal treno a Milano Centrale. Solite insegne pubblicitarie enormi, solita frenesia. Ok. Io ho le mie cose da fare, ho impegni nuovi e stimolanti in cui tuffarmi, la candidatura al Boscarato per Settembre e due piccole storie brevi in uscita. Non vivo passivamente il rientro aspettando di assaggiare la solita minestra. Figata.

Torno a casa. Casa mia e di Valentina. Tutto a posto. Mi mancava casa mia. Non mi mancava di certo il corridoio chiuso e claustrofobico del pianerottolo. Quello no. In Sicilia stavo in una casa vecchiotta ma con l'entrata aperta verso il mondo. Che non si nascondeva. Con un terrazzo dove la gente ti cammina vicino. La sensazione di alveare del piccolo condominio mi infastidisce un tantino. Entro e sono sereno e contento...casa mia, che cazzo!

E' ora di pranzo ed il frigo è vuoto. Decido di fare una spesa al volo, giusto il necessario. Vado all'Esselunga. E qui succede il fattaccio. Ho voglia di caprese...pomodori e mozzarellona di bufala campana. Quando vado al banco dei pomodori, li vedo.
Sono lì, tondi e rossi, in confezioni da sei. Tre per fila. Disposti in una geometrica, perfetta, composizione. Prendo in mano la confezione. Sono freddi, e non solo fisicamente. Sono freddi in tutti i sensi. Un brivido. In Sicilia andavo da una signora che aveva un piccolo market-fruttivendolo vicino a casa. I pomodori li aveva dentro a cassette di legno esposte alla meglio vicino all'entrata, poggiate per terra. Erano di mille tonalità di rosso e di mille forme diverse. A uovo, tondi, a pera, a oliva...lo stesso tipo di pomodoro intendo. Uno era sporco di terra, l'altro un pò beccatto dagli uccellini. Erano vivi e caldi. E io li sceglievo, discutendo con la signora su quali sono i migliori per fare la caprese. E lei mi riempiva il sacchetto di carta di conseguenza. E mi sorrideva. Cazzo mi sorrideva.
Quei pomodori ti parlavano. Dicevano "hei, scegli me, io sono il più buono" e tu stavi lì, con l'imbarazzo, quasi dispiaciuto di fare un torto al pomodoro che non veniva selezionato per essere messo nella busta di carta.

Quando oggi ho visto quei sei pomodori in fila dentro il mio carrello ho pensato: "Milano mi farà diventare così, sempre se non lo sono già. I pomodori in fila siamo noi". E io non voglio essere un pomodoro dell'Esselunga. Io voglio essere un pomodoro della signora in Sicilia. Io sono diverso dagli altri. Voglio essere scelto per come sono davvero. Voglio finire nel sacchetto di carta non nella stupidissima vaschetta di plastica.
Non voglio essere caviale. Voglio essere solo un semplice pomodoro in una cassetta di legno.

Oggi ho capito davvero che andrò via da qui.
l'ho capito grazie ai pomodori in fila.

5.7.11

DENTRO SAN VITTORE




E' l'una e cinque, ora di pranzo.
Simone dovrebbe arrivare a momenti. L'appuntamento era per l'una in punto al Bar Acquaviva, in Via degli Olivetani, a Milano. Lo aspetto all'interno, dove l'aria condizionata rende l'attesa quasi piacevole. Fuori il cemento sprigiona un calore terrificante. Via degli Olivetani è una traversa di Viale Papiniano. Una vietta anonima, qualche condominio degli anni 70, un parchetto mal tenuto e il bar in cui mi trovo. Una vietta come molte altre se non fosse che l'intero lato sinistro è dominato da una costruzione enorme di color sabbia e salmone. In Via degli Olivetani vi è l'entrata principale della Casa Circondariale San Vittore di Milano, conosciuta più semplicemente come il San Vittore.

Ecco, questa è la prima cosa che Simone ci tiene a chiarire pochi minuti dopo, quando arriva un pò trafelato al bar ormai pieno di secondini che si godono la loro pausa pranzo o il fine turno. San Vittore non è propriamente un carcere perchè la maggior parte dei detenuti sono uomini e donne in attesa di giudizio che, se risulteranno colpevoli, saranno trasferiti nelle carceri dislocate sul territorio nazionale. Qualche detenuto vero e proprio giudicato colpevole in via definitiva in realtà c'è, ma non è la regola.
Simone è un ragazzo che assieme a sua madre, psicologa, svolge attività di volontariato all'interno del San Vittore ormai da molto tempo. Ogni lunedì pomeriggio organizzano un libroforum dove si da la possibilità ai detenuti interessati di incontrare uno scrittore, un musicista, un regista, un autore di fumetti, che riporta la propria esperienza lavorativa e presenta la sua opera più recente. Un punto di incontro con il mondo esterno che va ben oltre la classica presentazione da libreria. Molto oltre. Un limbo tra due realtà che si incontrano, quella di dentro e quella di fuori.
Cerco di nascondere il nervosismo mentre varco l'imponente portone di ingresso, seguito da Simone e sua madre che salutano in tono familiare ma composto, la guardia armata di turno. Dopo altri dieci metri un'altra porta, sempre sorvegliata. Mi trovo all'interno di un cortile coperto, che identifico come una specie di punto di controllo e registrazione, simile ad un check-in dell'aeroporto. Qui depositiamo cellulari e altri apparecchi tecnologici, severamente vietati, all'interno di appositi armadietti, lasciamo i documenti ad un addetto che si occupa di registrare chi entra e chi esce e passiamo per il metal detector. Tutto ok. Possiamo entrare nel penitenziario.

Altra porta, con sbarre di metallo ed un vetro antiproiettile, la terza in trenta metri circa. Un agente penitenziario con una grossa chiave la apre e la richiude subito alle nostre spalle. Simone si avvicina e a bassa voce mi dice: "mi raccomando, guardati bene intorno, cerca di immagazzinare più immagini possibile perchè sono pochissime le persone che hanno questa possibilità, è un mondo assurdo, in cui pochi possono accedervi." Non si possono portare ne macchine digitali, ne cellulari, ne pc, ne registratori, all'interno di San Vittore. Bisogna stamparsi tutto in testa. Non sarà difficile.

Altro corridoio, venti metri, tutti uffici e l'infermeria, altra pesante porta con sbarre, altra guardia penitenziaria che apre e chiude subito dopo.
Ora siamo nel cuore della struttura. Un salone a pianta esagonale, gigantesco, alto circa una quarantina di metri, da cui partono le sei "braccia" in cui sono divisi i detenuti, a seconda dei reati, del sesso, e di altri fattori che non mi vengono spiegati. Noi entriamo nel braccio 6. E' un braccio particolare. Qui ci sono i cosiddetti "protetti", ovvero carcerati che per ragioni di sicurezza non possono convivere con gli altri detenuti. Ex poliziotti, transessuali, pedofili o comunque persone che hanno commesso reati sessuali, pentiti di mafia, per fare qualche esempio.

Quando l'ennesimo secondino, salutandoci, apre l'ennesima porta, ci troviamo nel braccio 6. Un lungo corridoio, a più piani. Sono neanche le due del pomeriggio ma già le luci al neon sono accese. Mi accorgo che l'ambiente è piuttosto buio. Solo una minima parte della luce solare che splende all'esterno riesce a penetrare dalle piccole aperture. C'è movimento, qualcuno esce dal locale delle docce, incurante di noi visitatori, altri chiaccherano o fumano in cella, guardandomi senza curiosità, alcuni secondini scherzano tra loro, altri detenuti sono addetti a lavori di pulizia degli spazi comuni. Ovviamente la prima cosa che attira la mia attenzione è lo spazio a disposizione in ogni singola cella.
Al telegiornale si parla di San Vittore come uno degli istituti penitenziari più affollati di Italia, ma vedere quei due metri per tre con sei letti (2 letti a castello ciascuno a tre livelli) è davvero una cosa che lascia il segno. I vestiti sono sparsi ovunque, stesi ad asciugare sopra ad ogni possibile appoggio, tutto sommato con un certo ordine, anche se inevitabilmente caotico. Quattro uomini sono seduti attorno ad un minuscolo tavolino, stretti tra i letti a castello, e giocano a carte. Alzano la testa quando passo, solo un attimo e poi tornano alla loro partita del dopo pranzo. Molti sono a petto nudo. Inutile dire che non c'è aria condizionata al San Vittore, e quando il sole picchia sulle pareti della cella, il caldo è soffocante. L'altra cosa che mi colpisce (anche se me la aspettavo ovviamente) è l'incredibile assuefazione alla mancanza di privacy, elemento sconosciuto in un carcere. I bagni sono comuni, le docce sono comuni, gli spazio per dormire sono molto angusti e comuni. Alcuni detenuti entrano ed escono dal locale delle docce appena coperti da un asciugamano, non curanti della nostra presenza (c'è anche una donna nel nostro gruppetto) ne di quella dei secondini. Si cambiano in cella con la pesante porta di metallo aperta sul corridoio comune. Alcuni, penso, fuori saranno stati molto riservati, magari timidi. Ma l'essere umano si sa, ha uno spirito di adattamento infinito o quasi.

Un'occhiata all'esterno, appena prima di entrare nella minuscola biblioteca dove mi aspettano per il Libroforum. Vedo il cortile dell'ora d'aria. Un quadrato di cemento tra muri grigi così alti da permetterti la vista solo dell'azzurro del cielo. Quando è azzurro. La visione del cortile mi mette un'incredibile tristezza. L'ora d'aria, che io credevo un elemento fondamentale per la sopravvivenza psichica di una persona detenuta, si trasforma nella mia mente nell'ennesima privazione della libertà, una sensazione che in quei primi dieci minuti mi scorre a fior di pelle. Avverto la mancanza VERA della libertà di un essere umano. E' una sensazione strana e terribile, difficile da spiegare. In ventotto anni di vita non mi è mai capitato di parlare con qualcuno che deve chiedere il permesso per fare una doccia, con qualcuno che non può uscire da un corridoio o da una cella minuscola. Almeno fisicamente, io sono una persona libera. Chi mi sta attorno è libero, le persone che vedo sulla metro sono libere di andare e tornare, andare e tornare. Dove vogliono.

Distolgo lo sguardo ed i pensieri dal cortile ed entro nella stanzina.
E' ancora vuota. Qualche sedia posizionata in cerchio ed una piccola cattedra. Sugli scaffali moltissimi libri, classici più che altro. Mi siedo sulla cattedra e scambio due chiacchere con Simone, sua mamma e con l'organizzatore interno del Libroforum, Alberto, un ragazzo molto simpatico ed estroverso. E' da otto mesi a San Vittore, in attesa di giudizio. Il primo processo sarà tra pochi giorni. L'accusa è violenza sessuale e stalking. Lui si proclama innocente.

Dopo pochi minuti e qualche chiacchera, arriva il pubblico. Mohamed è il primo ad entrare, avrà la mia età. E' egiziano ed è molto interessato al tema di oggi. Lui è arrivato in Italia dopo una settimana a bordo di un gommone partito dalla Libia.
Poi entra Nataliè, una trans peruviana che odia l'Italia e sogna di tornare nel suo paese. Non si è mai sentita accolta ed è in prigione a causa del permesso di soggiorno scaduto. Il reato è "clandestinità". A seguire entrano gli altri, in totale siamo in dieci. Mentre stiamo per iniziare arriva Jimmy, così si presenta, un signore sui settant'anni, ma così consumato dalla detenzione da sembrare molto molto più anziano. Lo aiutano a sollevarsi dalla sedia a rotelle e con l'aiuto della stampella si accomoda stancamente sull'ultima sedia rimasta libera, vicino all'ingresso. Si presenta, con un filo di voce. La poca che gli è rimasta in corpo. Di sicuro doveva essere molto diverso negli anni '70, quando al fianco di Francis Turatello "faccia d'angelo" ed Epaminonda, parteciapava a rapine ed altri atti criminali. Per lui il San Vittore è a vita.

Dopo una breve presentazione di Simone, tocca a me.
Saluto tutti ed inzio a raccontare la mia esperienza, come è nato il progetto a fumetti di ETENESH, chi è BeccoGiallo, cosa è una graphic novel. Parlo per un quarto d'ora di filato e l'attenzione è davvero alta. Mi accorgo che non riesco più ad andare avanti, come a volte mi capita, perdo il filo. Simone mi fa un paio di domande per sbloccare la situazione e continuo. Appena l'argomento tocca i tasti più caldi, come le leggi sull'immigrazione o gli accordi tra Italia e Libia, inziano i primi, spontanei interventi. Simone me lo aveva anticipato "Hanno fame di confronto, di discussione, di parlare con chi sta fuori per poter raccontare anche le proprie esperienze, per far sì che tramite la tua persona, queste possano oltrepassare le mura di San Vittore".
Mohamed per primo mi riporta la sua esperienza, mi chiede come sta ora Etenesh, mi chiede se lei ha trovato un lavoro. Gli rispondo di sì, a Roma, e lui scherza "Anche io dovevo andare a Roma allora!". Iniziano ad intervenire un pò tutti, chi più chi meno. Si parla di immigrazione, di fumetto, di politica, soprattutto di politica, di storie di vita vissuta. Giovanni ad esempio, ha quasi quarant'anni. E' nato in un quartiere degradato di Foggia, suo padre sgobbava per mantenere cinque figli e lui per aiutare in famiglia, non ha potuto studiare. L'ignoranza dei suoi, purtroppo, dice lui, non lo spinse un granchè verso i libri. Senza un titolo di studio decente arriva a Milano. Ma nessuno si prende un ignorante in azienda dice. Qualcosa bisogna pur mangiare ed iniziano i primi reati, le prime scorciatoie. I suoi occhi erano sinceri, le sue parole anche. E' incazzato con la politica e i suoi privilegi, come dargli torto. Ecco penso, questione di sfortuna. Se lui fosse nato a Settimo Milanese ed io nel suo quartiere degradato magari le parti sarebbero invertite.
Ora ha voglia di recuperare, si è messo a studiare. Vuole uscire per andare a fare il contadino in Puglia. Vorrebbe metter su una piccola piantagione di pomodori.

Il dibattito è piacevolissimo, dopo neanche mezz'ora mi dimentico dove sono. Sembra di essere ad una di quelle cene tra amici, dove si discute animatamente di politica e dei problemi del paese. Non mi interessa riportare la discussione sui binari della graphic novel, non è quello che serve ora.
Passa così gran parte del pomeriggio, che non dimenticherò mai.
Prima del congedo, mi chiedono un disegno, da poter appendere nella lora piccola biblioteca. La richiesta quasi mi commuove, prendo un foglio e la matita ed inizio a schizzare un'illustrazione di ETENESH, senza risparmiarmi. Tutti mi guardano, facendo mille complimenti. Carlos apre un sacchetto di caramelle alla frutta che ha portato Simone e le offre a tutti. Le caramelle entrano molto meno spesso di quanto si pensi in carcere. Lo noto anche dalle manciate piene con cui tutti si servono. Ne prendo una anch'io e continuo a disegnare.
Andrea, un ragazzo di ventidue anni con una cultura letteraria incredibile, chiede al secondino se è possibile fotocopiare il disegno, così da poterlo appendere nella sua cella. Ancora mi chiedo cosa possa aver fatto uno come Andrea. Un ragazzo incredibile.

Prima di andare via qualcuno pensa di mettere su un cd musicale per allietare il mio lavoro. Partono i primi minuti e subito vengono a toglierlo. Senza permesso, non è possibile riprodurre nulla. Ne un cd, ne un film. Niente. E il permesso non c'è.

Concludo il disegno e firmo i due libri che ho deciso di donare alla biblioteca. In prima pagina, proprio sotto la dedica, stampano un grosso timbro che riporta la dicitura "Casa Circondariale San Vittore di Milano". Mi fa impressione, perchè ETENESH parla soprattutto della ricerca della libertà. Che contraddizione, penso.

Giovanni, prima di uscire chiede a Simone quando ci sarà il prossimo Libroforum. Lunedì prossimo risponde lui. Giovanni sconsolato esclama "Bisogna aspettare una settimana??". Una settimana ha tutto un altro valore a San Vittore. Fosse stato per me sarei tornato il giorno dopo!

E' il momento di lasciare il carcere, alcuni mi salutano scherzando "Allora, te esci eh...?" oppure "Quasi quasi mi fingo anch'io autore di fumetti ed esco con te!".
Mi stringono la mano, mi salutano e mi abbracciano. Io mi sento orgoglioso e felice come raramente mi è capitato.

Uscendo rifletto su una cosa che mi spiazza. Per tutto il tempo mi è sembrato di parlare con delle vittime. Non con dei carcerati. Me ne accorgo solo ora, mentre sono seduto sul pullman che mi riporta a casa. E' questa l'impressione che ho avuto. Persone che per vari motivi hanno sbagliato perchè lasciate sole dalla società, persone che non sono state aiutate da nessuno, dallo Stato Italiano in primis, che non fa nulla per assottigliare queste disparità sociali che generano poi le storie che ho sentito in quella piccola biblioteca del San Vittore. Non ho pensato ai reati, non ho pensato alle possibili vittime dei reati stessi. Chissà, magari quella ragazza è stata violentata davvero. Non so dirvi perchè ma è così.

Non ci ho pensato neanche per un secondo.




p.s. alcuni nomi sono di fantasia per motivi di privacy

1.7.11

SUI GENERIS

E' Luglio, e per iniziare bene il mese più caldo e afoso dell'estate milanese, ho deciso di finire e consegnare la mia ultima piccola fatica, SUI GENERIS, una storia breve che mi è stata commissionata dalla rivista d'arte semestrale, IN PENSIERO.

Mi chiedevano una storia che trattasse le migrazioni, proprio dopo aver visto ETENESH. Io ho fatto un giro largo, come il mio buon amico Adriano Barone mi insegna. Ho usato la metafora per raccontare. Volevo non essere ripetitivo.

Pubblico qui una piccola anteprima.

A presto!

27.6.11

27 GIUGNO...1944.

27 Giugno.
Oggi è un giorno particolare. Molti, o almeno, così spero, oggi ricorderanno Ustica. Una strage che lo Stato ha cercato di tenere coperta in ogni modo, con depistaggi, false testimonianze e segreti.

Io vorrei ricordare quindi un altro 27 Giugno, altrettanto importante ,non solo per me che vivo a Settimo Milanese, ma credo, per tutte le persone che lottano per mantenere viva la memoria antifascista e partigiana.
Un giorno drammatico, come tanti altri nel nostro paese, nel 1944.

Il 27 Giugno 1944, a Settimo Milanese, paesino alle porte di Milano, vennero trucidati da una squadriglia di camicie nere, Paolo Soldati, Gino Ravagnati e Osvaldo Rigamonti, partigiani impegnati nella lotta di liberazione dal fascismo.
Fucilati all'alba, nella piccola piazza del centro cittadino, davanti al sagrato della chiesa di Santa Margherita. Dopo il 25 Aprile, la piazzetta venne intitolata proprio a loro e da allora porta il nome di Piazza Tre Martiri. Una lapide, sulla parete dove vennero fucilati i tre ragazzi, ricorda il tragico avvenimento.

20.6.11

20 GIUGNO 2011 - GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO

Per ricordarci che, la storia di Etenesh, è la storia di migliaia e migliaia di persone che cercano un futuro migliore.

17.6.11

ETENESH PRESENTE ALLA CAROVANA DEL LIBRO!

Domenica pomeriggio sarò ospite della CAROVANA DEL LIBRO che arriva a Monza, interessantissimo appuntamento tra libri, culture e musica.

Il campionato di calcio è finito.
Il mare è già troppo affolato.

Ci vediamo lì!

20.5.11

ETENESH SBARCA IN VENETO!

Da settimana prossima, esattamente dal 23 al 27 Maggio, sarò in Veneto, per quattro appuntamenti dedicati ad ETENESH ed alle tematiche dedicate all'immigrazione, come già segnalato nel post precedente.

Pubblico di seguito un paio di locandine dedicate agli eventi del 23 e del 25 Maggio!



16.5.11

NUOVI APPUNTAMENTI E PRIMI BILANCI

Etenesh è uscito il 16 Febbraio. Ormai sono quattro mesi.
In mezzo, una marea di cose, per fortuna tutte o quasi molto positive.

Dopo il Napoli Comicon, ho iniziato a lavorare sul nuovo libro per BeccoGiallo, anche se ovviamente è ancora "Top Secret" l'argomento. Mi ci sono buttato a capofitto, è un lavoro che sento davvero, a cui tengo. Non mi va proprio di sbagliare...Non posso, oserei dire.

Continua intanto il giro di presentazioni di ETENESH. Non smetterà mai di stupirmi l'interesse che questo lavoro sta suscitando soprattutto al di fuori del mondo fumettistico.
Settimana prossima sarò impegnato in un tour serrato del Veneto, che mi vedrà lunedì 23 a Vittorio Veneto per una presentazione davanti a ragazzi di liceo, il 24 a Venezia, davanti ai ragazzi della facoltà di Architettura dello IUAV insieme al grande Dagmawi Yimer che presenterà il suo ultimo documentario "Soltanto il mare". Il 25 sarò a Vicenza per una presentazione più classica, alla libreria DO RODE, insieme a Sergio e Giorgio della Piccola Bottega Baltazar, in duo acustico, per unire fumetto, musica e poesia. Loro sono bravissimi, e per me è davvero un privilegio che avrò piacere di raccontarvi in un post dedicato, nei prossimi giorni.
Infine chiuderò a Padova il 26, ospite della Carovana Antimafia.

Più in là, a Giugno, sarò a Novara, Monza ed alla Feltrinelli di Bari.

Parallelamente ho avuto l'onore di partecipare alla trasmissione radiofonica Bande Distorte, su RADIO ONDA D'URTO, un'interessante chiaccherata di un'ora che potrete presto ascoltare in replica su questo blog, se vi siete persi la diretta di ieri sera.

Domani, 18 Maggio, alle ore 16.20 circa, sarò in diretta alla trasmissione di Radio 3 Fahrenheit, programma culturale di punta dell'intera rete radiofonica.

OK, ho fatto l'elenco da primo della classe...Roba odiosa...e i bilanci, vi chiederete?

Ovviamente, come in tutte le cose, una volta che ci si trova davanti al risultato finale, dopo aver letto, riletto, ascoltato commenti più o meno positivi, ci si rende conto che il lavoro poteva essere migliore. Meno grigi, più luce in alcune scene, sceneggiatura più curata sono solo alcuni aspetti che andrei a rivedere.
Però, di una cosa sono sicuro. Non potevo fare un lavoro più sincero di così. E mentre il tempo passa, le recensioni arrivano, i lettori giudicano, questa sicurezza in me si consolida. E ne sono davvero felice. Non mi sono preso in giro, non ho preso in giro Etenesh, ne il lettore.

A presto,

P.

29.4.11

SI PARTE PER IL NAPOLI COMICON 2011

Domani sarò a Napoli per il COMICON 2011 e non vedo l'ora.
L'unica fiera a dimensione di autore, in una location splendida e ben organizzata. L'unica che può competere con Lucca.

Mi troverete allo stand Becco Giallo per dedicare ETENESH, oppure in giro a far caciara. Passerò anche dallo stand Voilier per NUVOLE RAPIDE

Ho voglia di aria partenopea, che in parte è aria di casa mia. Ho voglia di pizza, di caffè cremoso e delle zeppole di Fiorenzano.

Sempre per il COMICON, oggi si inaugura la mia mostra al Kestè di Pozzuoli.
Vernissage dalle 19.00 alle 23.00.



14.4.11

ARTICOLO SU "L'ECO DI BERGAMO"

Ecco l'articolo pubblicato il 9 Aprile su L'eco di Bergamo scritto dalla brava Francesca Ghirardelli, giornalista free-lance che collabora con varie testate, compresa Repubblica.

Buona lettura!




12.4.11

ETENESH A "DANS LA RUE"

Dopo l'Estate, torna la Primavera...Piove qui a Milano, ed io mi preparo per la trasferta bolognese di domani, 13 Aprile, dove presenterò ETENESH a Dans La Rue, interessante progetto che nasce dall’esigenza di dare vita ad uno spazio di creazione e diffusione di cultura underground, antagonista, e di autoproduzioni.
Se ne parla molto e gran bene di Dans La Rue e io non vedo l'ora di essere lì.

Il programma inizia alle 19.00, con un aperitivo che si trascinerà fino alle 21.00, ora di inizio della presentazione.

Mi auguro di ritrovarvi domani numerosi, perchè sarà una bella serata, che spero ci possa far bene.

7.4.11

RAI TUNES...23 MARZO 2011!

Bell'esperienza quella di Rai Tunes.
Il disegno, l'acquerello, al servizio della musica elegante e notturna selezionata da Alessio Bertallot. Non un'ospitata, l'intervista canonica, un'esperienza.

Entrato nel palazzone della Rai, in Corso Sempione 27, così malinconicamente anni 70, cerco, accompagnato dalla mia compagna Valentina, gli studi di Radio 2. Quinto piano.
Ad accogliermi, Fabrizia, una delle responsabili del programma Rai Tunes. Gentilissima, e sorridente, mi presenta tutto lo staff, che sembra più una famigliola allargata. Alessio, la regista, il dj Franky B che in consolle farà davvero delle cose eccezionali, il fonico ecc...Dopo poco mi sento già a casa e per niente nervoso.

Inizia la trasmissione, Alessio mi presenta, scambiamo quattro chiacchere su ETENESH, ma senza approfondire troppo. Bisogna lasciare spazio alla musica e al disegno, i veri ospiti e protagonisti del programma. Valentina accenna un sorriso da dietro il vetro della regia.
I pezzi in scaletta sono quindici ed io punto a realizzare un acquerello per ogni pezzo...Non è facile, mi dico. Ma ci provo. Mi lascio trasportare dalle melodie raffinate che trasmette Alessio, Portishead, John Legend e molti altri...Elettronica, industriale, jazz...Mi immergo in tutto questo e ne esco come a rifiatare dopo una lunga nuotata sott'acqua, un'ora e mezza dopo. La trasmissione è finita, i complimenti sulla pagina di Facebook di Rai Tunes sono tantissimi ed imbarazzanti. Il mio ego è a posto fino al prossimo natale.

Ci salutiamo per bene, senza fretta, con la promessa di rivederci in trasmissione per un'altra performance.

Ecco il video che è stato trasmesso in streaming sul sito della rai, caricato per l'occasione su youtube:

6.4.11

E, IL NUOVO MENSILE DI EMERGENCY

Oggi, nel giorno del processo Ruby, esistono anche eventi più significativi da segnalare...come l'uscita della rivista E, un mensile da edicola pubblicato da Emergency e Peacereporter, che è indirizzato a tutte quelle persone che sono stanche di "farsela raccontare", che vogliono sapere cosa succede nel mondo, da chi nel mondo ci vive davvero, in tutti i sensi, con tutti i sensi.



Niente chiacchere da bar, niente cose scritte per sentito dire, o per il volere di quella o quell'altra parte politica. La verità, da chi la vive tutti i giorni sulla propria pelle, senza filtri.
Politica, attualità, letteratura e anche graphic novel!
Becco Giallo editore è stata chiamata a collaborare stabilmente con la rivista diretta da Gianni Mura e Gino Strada, presentando una sua graphic novel in ogni numero e offrendo le illustrazioni dei propri autori!

Sul primo numero, oltre alla presentazione di Moby Prince, vi è anche una mia illustrazione, che accompagna un articolo del Direttore Gianni Mura.



Sul prossimo...sorpresa!

5.4.11

ETENESH AL COMICON DI NAPOLI!

Con grande piacere ed un pizzico di orgoglio vado a segnalarvi questa news...
L'organizzazione del Comicon di Napoli, di sicuro il più importante evento fieristico dopo Lucca per quanto concerne le nuvole parlanti, mi ha chiesto di poter esporre in uno spazio dedicato, 20-25 tavole di Etenesh nell'ambito della rassegna espositiva Comic(on)OFF.



Ecco alcune info, tratte direttamente dal sito del Comicon:

"In mostra un estratto dall'ultimo lavoro del giovanissimo Paolo Castaldi, Etenesh (pubblicato da BeccoGiallo), che narra la vera storia del viaggio infernale, durato due anni, intrapreso dalla protagonista, una migrante etiope, da Addis Abeba a Lampedusa; un terribile viaggio attraverso il Sudan, il deserto del Sahara, la Libia, il Mediterraneo e infine l'Italia nella ricerca e nella speranza di un futuro migliore.

23 aprile vernissage dalle 19.00 alle 23.00."


La mostra sarà allestita nello spazio KESTÈ D'INNER a Pozzuoli, vicino Napoli, storico locale da poco riaperto,in cui si respirava politica, cultura e arte, fatto chiudere dopo ripetute minacce dalla camorra.

29.3.11

CON BECCO GIALLO A"FA' LA COSA GIUSTA", GRAPHIC NOVEL, FUMETTI E ALTRO...

Sabato 26 e Domenica 27 Aprile ero ospite allo stand BeccoGiallo durante la bellissima manifestazione fieristica milanese "Fa la cosa giusta".
Un buon modo inanzitutto di promuovere ETENESH nella mia città, ed in secondo luogo, di godermi due giorni immerso in una bella atmosfera, positiva, molte iniziative interessanti, buon cibo e buon vino!

Questa esperienza è anche stata utile per capire meglio alcuni meccanismi fumetto-vendita-pubblico, visti al di fuori del canonico ambiente da fiera dei comics. Insomma, un piccolo studio antropologico, molto interessante.

Inanzitutto un dato. Becco Giallo credo venda di più solo a Lucca. Per il resto, in tutte le altre fiere dei comics, non hanno un pubblico così appassionato, interessato e generoso come quello di "Fa la cosa giusta". Un pubblico recettivo, che si informa, fa domande agli editori allo stand, un pubblico che quando decide di seguirti, lo farà sempre. E che compra i libri, anche se costano. Perchè li compra a prescindere. Perchè è un pubblico che legge.
Bellissima la scena di una mamma, che arrivata allo stand con le sue due figlie adolescenti, dice: "Vi prendo due libri, perchè dovete conoscere i fatti importanti di questo paese, dovete sapere cosa è successo in questa Italia." E tac, presi PIAZZA FONTANA e IL SEQUESTRO MORO. E via così...
Penso: "Bella soddisfazione deve essere per gli editori e gli autori vedere una madre affidare una piccola parte dell'educazione delle sue figlie ad alcuni fumetti."
Certo, qualcuno di voi potrà dire "echissenefrega dei fumetti come mezzo di educazione o di protesta/resistenza sociale, basta vedere due che si spaccano di botte". Vero. Legittimissimo. però non riesco a far finta che sia la stessa cosa, mi spiace.

Un altro dato di fatto: il pubblico, soprattutto non fumettaro ormai usa abbastanza costantemente il termine graphic novel per indicare i libri a fumetti "per grandi" o "impegnati". E' entrato nel linguaggio comune molto più di quanto pensassi. I fumetti sono gli altri, Topolino, Bonelli, i supereroi. Capisco che sia sbagliato, che è una disfunzione della lingua, ma ormai è così. Cosa vogliamo fare? Io farò graphic novel e il mio carissimo e bravissimo amico Gigi Cavenago farà fumetti...non vedo problemi per nessuno.

Per concludere, il mercato del fumetto visto da fuori, osservando i lettori NON di fumetto che si avvicinavano curiosi allo stand (anche se molti già conoscevano la realtà BeccoGiallo), ha ancora enorme potenziale, ve lo assicuro. Centinaia di persone sono rimaste enstusiaste, con gli occhi lucidi, davanti a tutti quei volumi, ben rilegati e dai contenuti interessanti, il prezzo lo guardavano solo in seconda battuta.
Avevano voglia e desiderio di sfamarsi di quelle tavole. Bisogna aprire il mercato, aprirsi e bisogna fare volumi di qualità, con dei contenuti di qualità, e il pubblico arriverà. Saranno sempre numeri piccoli, perchè si legge poco in generale, ma abbastanza per stare a galla, basta con le scuse. Rimarrà fuori chi non avrà abbastanza professionalità e competenze, selezione naturale. E attenzione, non è una questione di genere, ma di approccio.

Insomma, a Milano ho respirato una boccata di aria nuova, e speriamo sia solo la prima di tante altre.

15.3.11

ETENESH SU VOCI GLOBALI

Dopo l'uscita di Etenesh sono successe un pò di cose...

La presentazione alla libreria "La forma del Libro" a Padova, ad esempio, dove ho conosciuto Davide Galati, giornalista di Voci Globali.

Ecco il risultato del nostro incontro. Un'intervista al sottoscritto ed una video intervista a Guido Ostanel, di Becco Giallo!

Ecco una foto della presentazione a "La Forma del Libro" dove è allestita anche una mostra di originali fino al 2 Aprile

25.2.11

APPUNTAMENTI & CO

Vi elenco in breve i primi appuntamenti ufficiali dove presenterò ETENESH.

Domani, 26 Febbraio mi trovate al Mantova Comics, un pò a zonzo, un pò allo stand Edizioni Voilier.

Sabato 5 Marzo sarò a Padova, per la prima presentazione ufficiale, presso la libreria
LA FORMA DEL LIBRO alle ore 18.00. In questa occasione saranno anche esposte alcune tavole originali che rimarrano in visione al pubblico fino al 16. Qui maggiori info.


A Marzo ed Aprile sarò anche a Milano, a FA LA COSA GIUSTA e al Comicon di Napoli, ma per maggiori info dovrete attendere un pochino ancora.

A presto!

16.2.11

E VENNE IL GIORNO.



Da oggi, nelle librerie e nelle fumetterie, troverete il mio nuovo lavoro
realizzato per Beccogiallo, ETENESH,L'ODISSEA DI UNA MIGRANTE.

Nei prossimi mesi invece, troverete me medesimo, in giro per l'Italia, tra librerie e fiere varie per presentarlo al pubblico.

Ecco i primi appuntamenti confermati:

5 Marzo - Padova - Libreria "La Forma del Libro"
Presentazione + esposizione tavole originali, ore 18.00

26, 27 Marzo - Milano - "Fa la cosa giusta", FieraMilanocity
Incontro con i lettori e sessione di firme presso lo stand Becco Giallo.

30 Aprile, 1 Maggio - Napoli - "Comicon 2011"
Incontro con i lettori e sessione di firme presso lo stand Becco Giallo.


Ovviamente altre date bollono in pentola...A presto altre news!

10.2.11

28.1.11

ETENESH, ODISSEA DI UNA MIGRANTE.

Ho finito.

Si va in stampa a breve.

Ora ho il tipico calo adrenalinico che ti rende floscio e svogliato, come se fossi stanchissimo...Ma non lo sono in realtà. Sono solo svuotato. Ecco sono svuotato. Svuotato ma felice.

In attesa del 16 Febbraio, giorno di uscita nelle librerie, mi metto sotto carica come un cellulare con una sola tacca.
Poi inizierà il tour di force di promozioni, presentazioni, fiere, mica fiere e annessi e connessi.

Intanto ecco la copertina definitiva, così quando sarete in Feltrinelli, a cercare il regalo giusto, saprete subito cosa puntare ;-)

A presto!

9.1.11

2011, ETENESH E FATICA.

Inanzitutto Buon Anno. A voi.
Per me, l'anno nuovo inizierà il 16 Febbraio del 2011, giorno dell'uscita in libreria del volume "Etenesh" che sto ultimando in questi giorni.

Il ritmo di lavoro è tanto alto da non avermi neanche lasciato il tempo di festeggiare come si deve l'anno nuovo. Ergo, sono ancora convinto di essere nel 2010. Giuro.

Ok, finita la lagna, raccolgo anche piccole soddisfazioni, come la segnalazione sul blog di Matteo Stefanelli e AfNews del mio lavoro in uscita, inserito nella lista dei titoli consigliati e più attesi del 2011!

Altra news, il prezzo di copertina dovrebbe essere 15 euro.

Per finire eccovi alcune tavole, in anticipazione.

Torno a sgobbare. Non devo distrarmi. Non ora.
Tra poco si fa festa, aspettatemi...




21.11.10

RECENSIONE DI NUVOLE RAPIDE VOL.2 SU COMICUS

La prima recensione di Nuvole Rapide - Acqua e aria è di Comicus, e porta la firma di Alfredo Goffredi.

http://www.comicus.it/view.php?section=recensioni&id=901

ECCOMI ANCHE SULLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO!

Ecco l'articolo di Biagio Valerio su La Gazzetta del Mezzogiorno, uno tra i più importanti quotidiani del sud italia, interamente dedicato alla casa editrice salentina Edizioni Voilier.
Devo dire che sono rimasto lusingato delle belle parole spese per Nuvole Rapide anche se non mi trovo molto d'accordo sulla definizione trovata per Cleo di Valentino Sergi e Mirka Ruggeri. Ma sono cose che fanno parte del gioco...

Buona lettura!